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Cap I Il filo del Destino
(...)- Ti avevo dato un ordine semplice e tu... - gli occhi rossi dell'uomo ridotti a due fessure pericolose, un ghigno sinistro a deformargli viso da rettile.
- Non solo non sei riuscito a compierlo, ma hai persino tentato di ostacolare chi lo ha adempiuto al tuo posto! - disse prendendo il giovane per i capelli per costringerlo a guardarlo in faccia.
Draco non rispose e con coraggio sostené lo sguardo accusatore del suo Signore.
- Sai cosa ti aspetta, vero? - sibilò Voldemort malevolo spingendo con un calcio Draco lontano da sé.
Il ragazzo restò silente guardando con sfida il suo Signore puntargli contro la bacchetta e sibilare: - Avada Kedavra!(...)
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Genere: Avventura, Drammatico, Mistero;
Personaggi: Sirius Black, i Malfoy, i Black, Voldemort, oc, Viktor Krum, Mangiamorte, Ordine della Fenice, Trio, Blase Zabini, Tutti;
Pairing: Bill/Fleur, Draco/Hermione/Ron, Harry/Ginny/OC, Remus/Tonks;
Era: Post-HBP, Harry a Hogwarts (1991-1998) e post.
Avvertimenti: AU (Alternate Universe), Nomi Originali;
Sintesi: La ruota del destino si è messa in moto e Draco Malfoy è stato colui che l’attivata. Dumbledore è morto ed Harry dovrà portare al più presto al termine ciò che ha lasciato in compiuto per sconfiggere il Dark Lord. Ma Voldemort e i suoi servi non sono l’unico ostacolo che Harry troverà sul suo cammino. Misteriose organizzazioni segrete entrano in scena minando ulteriormente il delicato equilibrio delle forze e persone che si credevano nemiche si riveleranno preziosi alleati. Riuscirà Harry Potter a fermare i folli piani del crudele e spietato Dark Lord, e chi è il misterioso Biancospino di cui parla la leggenda?
Storia: A Capitoli.
Conclusa: No
Capitoli: prologo -
Coautore: (fino al capitolo 11) Seraphia

Capitolo I
Il filo del destino
- Mi... mio S... Signore i... io... - supplicò Draco prostrato a terra davanti a Voldemort ancora tremante per le Cruciatus appena ricevute. - Mi hai profondamente deluso, Draco. - sibilò crudele il Dark Lord puntando la bacchetta verso il giovane Malfoy.
- Ti avevo dato un ordine semplice e tu... - gli occhi rossi dell'uomo ridotti a due fessure pericolose, un ghigno sinistro a deformargli viso da rettile.
- Non solo non sei riuscito a compierlo, ma hai persino tentato di ostacolare chi lo ha adempiuto al tuo posto! - disse prendendo il giovane per i capelli per costringerlo a guardarlo in faccia.
Draco non rispose e con coraggio sostené lo sguardo accusatore del suo Signore.
- Sai cosa ti aspetta, vero? - sibilò Voldemort malevolo spingendo con un calcio Draco lontano da sé.
Il ragazzo restò silente guardando con sfida il suo Signore puntargli contro la bacchetta e sibilare: - Avada Kedavra!
A quelle parole, un raggio verde colpì in pieno petto il giovane Malfoy che si accasciò al suolo privo di via.
Voldemort osservò con soddisfazione il suo operato e sibilò: - Questo è il destino dei traditori... - disse voltandosi verso i Death Eaters e poi, puntando la bacchetta sul corpo esamine di Draco, sibilò: - Incendia!
Il cadavere del ragazzo fu subito avvolto e divorato da alte fiamme mentre l'aria rarefatta della segreta si riempiva dell'acre odore di carne bruciata.
- NOOOO!
Harry si svegliò urlando, la cicatrice gli bruciava, il dolore era atroce e un pesante senso di angoscia lo stava divorando fin dentro l'anima.
Ancora una volta aveva sognato la morte di Malfoy e rabbrividì mentre il suono sinistro della risata crudele e soddisfatta di quel folle assassino gli risuonava ancora nella testa.
Si mise a sedere prendendosi la testa tra le mani, il fiato corto e il battito del cuore accelerato mentre un senso di nausea gli chiudeva lo stomaco.
Per un attimo gli era sembrato addirittura di poter percepire l'odore di carne bruciata aggredirgli l'olfatto.
Si passò le mani sul viso mentre cercava di riprendersi dall'incubo.
Malfoy...
Pensò mentre i suoi occhi si posavano sulla Gazzetta del Profeta abbandonata sul pavimento.
strizzò gli occhi per mettere a fuoco l'articolo che campeggiava in prima pagina mentre il senso di frustrazione si sommava all'angoscia.
Evasione di massa dalle prigioni di Azkaban.
Il carcere di massima sicurezza è stato attaccato nel cuore della notte da un vero e proprio esercito composto da Death Eaters e Creature Oscure al loro servizio....
Con febbrile frenesia Harry fece scorrere il suo sguardo sulla lista dei fuggiaschi.
Lucius Malfoy!
Fissò la foto dell'uomo che lo guardò con altero disprezzo; poi la sua attenzione fu attirata dall'annuncio della Biografia sulla vista di Dumbledore che Rita Skeeter stava ultimando di scrivere e che il ragazzo sapeva sarebbe stata piena di fatti inventati e diffamatori verso la sua memoria.
Un ticchettio insistente alla finestra lo destò del tutto. Prese gli occhiali dal comodino e li inforcò mentre cercava la provenienza di quel rumore.
Vagò con lo sguardo su tutta la camera per poi arrestarlo sulla finestra dove un grande e maestoso gufo nero picchiettava, con una dedizione quasi ossessiva, sul vetro per attirare la sua attenzione.
Harry lo osservò con stupita curiosità chiedendosi chi mai fosse il mittente di quella lettera, dato che di certo i suoi zii non avrebbero mai usato un gufo per la posta né tantomeno gli avrebbero scritto due righe dopo il loro breve e conciso addio avvenuto, con sollievo di entrambe le parti, appena due giorni prima.
Proprio non riusciva a immaginare chi potesse essere il mittente dato che tutti quelli che avrebbero potuto avere una ragione per scrivergli erano con lui lì a Grimmauld Place n.12.
Forse un messaggio dal Ministero!
Pensò ricordando con orrore le lunghe ore di interrogatorio a cui lo avevano sottoposto per giorni e giorni.
Ma il gufo non sembrava affatto uno di quelli in loro dotazione, era troppo maestoso per esserlo così, un po’ titubante, andò ad aprire la finestra.
Il volatile sfrecciò all'interno della sua camera e planò elegantemente sulla spalliera del letto sfatto. Harry gli sfilò dal becco la lettera.
Mentre si accingeva ad aprire la lettera, il gufo, appollaiatosi sulla spalliera del letto e aspettando la risposta da portare al suo padrone, iniziò a pulirsi le piume.
Harry fissò sconcertato le poche righe scritte con elegante e nervosa calligrafia femminile e si sedette sul letto rileggendole per l'ennesima volta.
Caro signor Potter, so di non avere alcun diritto di chiedere il suo aiuto; come sono ben conscia che ai vostri occhi questa missiva possa suonare come una trappola, ma faccio appello al suo buon cuore e le chiedo di credere ad ogni singola parola in essa scritta.
Questo è l'appello di una madre disperata il cui figlio verrà ucciso perché ribellatosi ad un ordine di assassinio.
Ora è rinchiuso nelle segrete di Wilsteria, un antico castello nella campagna scozzese, ed è in fin di vita. Lo hanno torturato per giorni e non mi è concesso nemmeno rendergli visita.
La prego di salvare mio figlio... egli è solo una vittima, ed io non ho altri a cui rivolgermi per un aiuto.
La sua condanna a morte e fissata per la prossima luna nuova.
In cambio della sua salvezza mi opererò personalmente per farle avere i piani dettagliati degli attacchi dei Death Eaters e la piantina del castello Trasfigurati nel piccolo orecchino che troverete nella busta, è l'unica cosa che posso darvi in cambio della vita di mio figlio.
La supplico, lo salvi.
Sua eternamente grata
Narcissa Black Malfoy
Harry rilesse per l'ennesima volta la lettera mentre un nodo d'angoscia gli serrava la bocca dello stomaco. Non dubitava delle parole della signora Malfoy, era conscio del fatto che una madre era pronta a qualunque cosa pur di salvare i suoi figli, fino al punto estremo di scendere a patti anche con colui che rappresentava il contrario di tutto quello in cui lei credeva.
Eppure, Harry, non poteva fare a meno di pensare che si trattasse di una trappola.
Che Draco fosse in pericolo di vita era indiscutibile e l’incubo che lo assillava da giorni doveva trattarsi di un sogno premonitore o di un desiderio inconscio di Voldemort che avrebbe presto messo in atto.
Draco era condannato a morte, questo era certo… Voldemort non perdonava i fallimenti e Malferret aveva fallito la sua missione, costringendo altri a portarla a compimento.
Dovette fare appello a tutto il suo controllo per scacciare le immagini di quella notte che, insistenti, tornavano a riaffacciarsi nella sua mente in maniera quasi ossessiva.
Sebbene non avesse alcuna simpatia verso di lui, avrebbe lo liberato, dopotutto, sebbene avesse il Marchio, lo Slytherin si era redento quella notte e aveva anche cercato di salvare Dumbledore.
Un tentativo inutile che aveva solo peggiorato la sua posizione.
Possiamo aiutarti, Draco…
Le parole del preside risuonavano chiare nella mente del Gryffindor, come se lo avesse accanto.
Possiamo aiutarti…
Una promessa che il preside non aveva potuto mantenere. Una promessa che lui avrebbe mantenuto al suo posto.
Che si sentiva in dovere di mantenere.
Non lo avrebbe lasciato in balia di quei folli... né avrebbe permesso che il suo sangue innocente venisse versato.
Si alzò di scatto e dalla busta scivolò una foto che cadde a terra.
Harry si chinò e la raccolse.
Era una foto di famiglia.
Sotto un chiostro Lucius era in piedi dietro una panca di marmo su cui era seduta la signora Malfoy che aveva alla sua destra un sorridente Draco, che doveva avere all'incirca cinque anni, e una bambina, all'incirca della stessa età, alla sua sinistra.
Harry non poté fare a meno di chiedersi chi fosse la bambina, che lui sapesse Draco non aveva né fratelli né sorelle. Voltò la fotografia ma non c'era alcuna annotazione sul retro.
Harry osservò un'altra volta la fotografia, serrò la mascella trovando tristemente ironico il sorriso sereno e luminoso di Malfoy e, messe foto e lettera nella busta, uscì dalla camera.
Doveva ideare un piano di salvataggio e non aveva molto tempo.
***
Ai piedi di un'erta montagna che, sebbene fosse quasi estate, restava perennemente innevata si ergeva, circondata da alti e rigogliosi alberi secolari, una costruzione ottagonale, imponente e maestosa in marmo bianco, decorata da quattro alte torri che si stagliavano, splendendo luminose, nel verde e bianco del monte e nell'azzurro del lago che si stendeva pigramente ai suoi piedi.
Era di una bellezza composta e non appariscente; le decorazioni e i motivi incisi sulle pareti e sulle colonne erano radi e l'insieme dava un'impressione di sobrietà alla maestosità della costruzione.
Un suono di passi leggeri riecheggiava nei luminosi ed ariosi corridoi di Durmstrang completamente deserti.
Una figura, avvolta in un nero mantello, procedeva celermente e, ad ogni passo, i lunghi capelli corvini ondeggiavano come un'aura oscura ed opprimente intorno a lei.
Non indossava il cappuccio mostrando, spavaldamente, il volto dalla carnagione chiara, e un sorriso ferino, carico di anticipazione, increspato sulle sue esili e rosse labbra.
All'apparenza poteva apparire come un'esile, fragile ed inoffensiva strega; ma i suoi occhi color del petrolio tradivano la sua forza e le donavano un aspetto sinistro con il loro folle brillio.
Risalì, incurante degli sguardi sorpresi e timorosi degli studenti che incontrava lungo il suo cammino, si fermò innanzi ad un imponente portone di mogano scuro decorato con motivi araldici narranti la storia dell'origine della scuola, sorrise beffarda e tese la mano per bussare.
***
Tikhomir Iakovlevich Zagoskin sedeva alla grande scrivania in stile Luigi XIII, intento a preparare il nulla osta per il trasferimento di un suo studente per Hogwarts.
Messo il timbro si alzò e si diresse alla finestra osservando il lago.
La cosa non gli piaceva, questo improvviso trasferimento era sospetto e i recenti fatti che si erano verificati in Gran Britannia non erano certo rassicuranti.
Nervosamente iniziò a passeggiare per la stanza.
Non credo che si troverà bene nella sua nuova scuola, non mi sorprenderebbe la notizia di una sua persecuzione da parte degli altri studenti...
Si sedette nuovamente alla scrivania e sprofondando nella sedia tornò a riesaminare i documenti.
Portare quel nome è una condanna di colpevolezza e se si dovesse scoprire il suo segreto il Ministero non esiterebbe a rinchiuderla ad Azkaban...
Il rumore della porta che si apriva interruppe il filo dei suoi pensieri e trasalì quando i sui occhi si posarono sull'inquietante donna che aveva appena fatto irruzione nel suo studio.
- Da quanto tempo, Zagoskin caro! - cinguettò la donna, roca e sensuale, chiudendosi la porta alle spalle.
- Ti trovo bene! - continuò regalandogli un sorriso beffardo, mentre avanzava, sinuosa e provocante, verso di lui.
- Anche voi siete in splendida forma, mia cara Lestrange, è un piacere vederti... - disse l’uomo facendole cenno con la mano di accomodarsi alla sontuosa poltrona verde-oro di rimpetto alla scrivania.
- Dopo il disonore che si è abbattuto sulla tua famiglia non pensavo di saperti ancora viva e...
Fulminea, Bellatrix estrasse la sua bacchetta dal mantello e la puntò alla gola del preside.
- Non credo che tu sia nella posizione più adatta per permetterti del sarcasmo, Zagoskin! - sibilò assottigliando gli occhi.
- Ringrazia il fatto che abbia ricevuto l'esplicito ordine non nuocerti più del dovuto... ma se mi darai ancora una scusa per ucciderti non esiterò a farlo! Il preside sbiancò e abbassò pudicamente lo sguardo. - Piuttosto... - chiese Bellatrix con la voce ridotta ad un sordo ringhio.
- Spero che tutto sia pronto! Non ho tempo da perdere, io e Lui non ama i ritardi... Gli hai già creato problemi in passato e se, nonostante la tua indegna condotta, ti ha tenuto in vita è solo per custodire quello che sono venuta a prendere! - terminò aumentando la pressione della bacchetta sulla sua gola.
- E' tutto pronto, dovete solo prenderla in consegna. - rispose Zagoskin alzandosi lentamente, i sensi tesi al massimo, pronti ad anticipare i movimenti della Death Eater.
- Se volete seguirmi... - disse l'uomo aprendo la porta. - Vi condurrò da lei, anche se non capisco tutta questa urgenza visto che...
- Gli ordini del nostro Dark Lord non si discutono! - lo zittì Bellatrix continuando a tenerlo sotto mira.
Zagoskin bofonchiò qualche parola di scusa e, placata la sua ira, la scortò verso la Torre del Drago.
***
La tensione che regnava nella sala comune di Drago Smeraldo era quasi palpabile.
Raccolti in piccoli gruppi i membri della Casa discutevano animatamente su quanto avevano letto sulle Gazzette locali ed internazionali.
La notizia dell'attacco di Voldemort alla scuola di Hogwarts, la morte di Dumbledore e il nome dell'erede dei Malfoy invischiata in essa, erano state sufficienti a spingerli a guardare con occhi diversi uno dei loro Prefetti che, incurante delle loro occhiate sospettose e dei loro commenti e supposizioni, se ne stava tranquillamente seduta sul divano di pelle nera posizionato di rimpetto al grande camino in pietra viva.
Era una ragazza dai lunghi capelli biondi che, sotto la luce delle fiaccole, sembravano bianchi. Accigliata stava cercando di decifrare uno scritto antico e faceva scorrere, febbrilmente, i suoi freddi ed inespressivi occhi grigi dalla pergamena tra le sue mani al pesante volume di Antiche Rune aperto sulle sue gambe.
Sebbene sembrasse essere completamente assorta nella lettura, ascoltava attentamente ogni più flebile bisbiglio lottando con tutte le sue forze contro l'istinto di sfoderare la bacchetta e Schiantarli tutti quanti.
Sebbene si mostrasse completamente rilassata e per nulla toccata dall'isolamento e la diffidenza che la circondava, Igor sapeva benissimo che in realtà la sua più cara amica era furiosa.
Incurante degli sguardi ostili dei suoi compagni il ragazzo si avvicinò all'amica che, trovando stupido da parte sua rovinarsi la reputazione ostinandosi a frequentarla, alzò gli occhi dal libro e lo ammonì con il suo sguardo freddo e tagliente.
- Che vuoi, Igor? Non vedi che sto studiando? - disse con voce strascicata e profondamente irritata.
Igor sorrise intimidito e allargò le braccia con un'espressione sconcertata sul viso spigoloso. - Ancora a studiare? Ma la scuola è quasi finita! Non fare la secchiona e butta al lago questi polverosi tomi, oggi si fa festa! - disse cercando di sfilare il libro dalle mani della ragazza che non oppose resistenza e si limitò a guardarlo priva di espressione.
Profondamente a disagio davanti tanta remissività, Igor trovò improvvisamente attraenti le punte delle sue scarpe mentre constatava che la sua ombrosa compagna era davvero giù di morale.
in normali circostanze il semplice fatto di aver tentato di distrarla dallo studio gli sarebbe costata una notte in infermeria e una settimana di dolori post-Schiantesimo.
Tornò a guardarla negli occhi e quello che vi lesse non gli piacque per nulla; ormai la conosceva bene e sapeva benissimo che quando si celava dietro quella maschera inespressiva qualcosa la angosciava e che, più inespressiva era la sua espressione, più il dispiacere era forte.
- Ignorali, sono solo degli idioti, Desia!
La ragazza abbozzò quello che doveva essere una specie di sorriso e che invece risultò più simile a una smorfia disgustata.
- Quello che pensano di me è l'ultimo dei miei pensieri! - rispose con voce amara.
Igor la guardò preoccupato. - De...
- E' arrivato un gufo del tribunale... I Mozev hanno perso l'appello per il mio affidamento e oggi i miei parenti inglesi verranno a prendermi. - lo interruppe la ragazza con voce atona.
- Veramente verranno a prenderti? Ma se metà dei membri sono rinchiusi ad Azkaban e l'altra è ricercata da tutte le milizie magiche e non! Cielo! Ma il giudice è impazzito? E… e i Mozev accettano così tranquillamente il verdetto? E' assurdo! Devono appellarsi al Ministero per impedire questa follia! Quelli sono dei pazzi...
- Tanto non è che cambi di molto la situazione... Mozev, Malfoy... in fondo nessuno dei due rami di famiglia mi vuole realmente tra i piedi... Se si affannano tanto per avermi è solo per quel motivo! - rispose con calma glaciale la Malfoy.
- Sinceramente parlando io sarei più tranquillo se restassi qui in Bulgaria... per quanto siano pazzi, i Mozev non potrebbero farti del male o i Krum prenderebbero provvedimenti, Diavolo! Quelli ti uccideranno non appena metterai piede in Inghilterra! A Victor verrà un colpo quando lo saprà, lo hai avvisato?
A quelle parole, Desia abbassò lo sguardo e la sua espressione si rabbuiò.
Il ragazzo si accorse immediatamente di aver toccato un argomento delicato e doloroso per l'amica e stava per chiederle scusa per la sua indelicatezza, ma non poté dire nulla visto che il quadro della sala comune si aprì con un sonoro scatto.
Il preside entrò nel salottino subito seguito da una donna affascinate ed inquietante.
Igor la riconobbe subito e sentì il sangue delle vene ghiacciarsi mentre scattava sull'attenti dando il benvenuto al preside e alla sua ospite.
- Riposo, prefetto. - rispose il preside facendo cenno a Kapoff di ritirarsi altrove.
Il ragazzo fece un saluto militare all'uomo ed un inchino alla dama che lo accompagnava poi, invitando gli altri studenti a seguirlo, salì le scale per i dormitori.
Quando furono soli Zagoskin si rivolse a Desia con un sorriso accattivante.
- Signorina Mozev spero che abbia terminato di sistemare i suoi bagagli, sua zia è impaziente di partire e...
- Desia, cara. - lo interruppe Bellatrix avanzando verso la ragazza. Ad ogni passo, sul volto della donna si faceva strada un sorriso minaccioso come quello di un lupo.
- Lasciati guardare. Ma come sei cresciuta. Sei il ritratto di tuo padre! - disse con voce melliflua e falsamente cordiale abbracciandola.
Quella donna l'aveva sempre odiata, lei era la macchia sull'onore del nobile Casato dei Malfoy, la figlia illegittima... un abominevole errore e desiderava la sua morte quanto Voldemort quella di Harry Potter.
Desia ricambiò l’abbraccio mentre la nausea, per la stomachevole sceneggiata, le saliva alla bocca dello stomaco.
Perché hanno mandato Bellatrix a prendermi?
Un brivido di paura le corse lungo la schiena.
Proprio la persona che più al mondo mi odia?
Quando quella donna la scostò da sé e le sorrise, si limitò a ricambiare il sorriso affettato della zia
Perché Voldemort mi vuole al suo fianco sebbene mi consideri una Bombarda vagante ingestibile e praticamente inutilizzabile?
Scrollò impercettibilmente le spalle.
È inutile lambicarsi il cervello, una volta sul suolo Britannico avrò tutte le risposte, a meno che… Bellatrix non è stata incaricata di uccidermi!
Sorrise sinistramente a quel pensiero.
Di certo non sarà la mia di testa a fare ritorno, senza il resto del corpo attaccato, nella tana della Serpe. - Anche voi siete in ottima forma e come sta lo zio? - chiese stando al gioco delle apparenze.
- Oh! Sta bene e non vede l'ora di riabbracciati cara, proprio come tutto il resto della famiglia.
A Desia non sfuggì la particolare inflessione con cui la Lestrange aveva sottolineato la parola famiglia e posò i suoi occhi grigi sulla donna, come a volerla trapassare con essi.
Bellatrix si affrettò a chiudere immediatamente la mente; sapeva che la ragazza, essendo in parte una Malfoy, era una potenziale Legilimentis e non aveva alcuna intenzione di rischiare che quella sciocca mocciosa potesse spiare i suoi pensieri.
Sapeva che quella faccia da angelo ingenuo nascondeva un pericoloso aspide e che, se le voci sul suo conto fossero state autentiche, era ancora più infida e pericolosa di quanto la Death Eater immaginava.
Per questo non capiva perché il suo Lord, dopo che l’Ordine della Fenice ne aveva tolta la podestà ai Malfoy affidandola ai Mozev, l’avesse richiamata… e soprattutto purché soltanto ora. La Death Eater osservò attentamente la giovane donna davanti a lei ma non riuscì a sostenere a lungo lo sguardo penetrante della nipote.
Bellatrix si era sempre sentita a disagio con lei nei paraggi non sopportando quegli occhi misteriosi che tanto le ricordavano sua sorella Andromeda… occhi che mostravano contemporaneamente astuzia e purezza, crudeltà e gentilezza.
Il fastidioso crack della Materializzazione la distrasse dai suoi pensieri.
Stizzita osservò il bitorzoluto Elfo Domestico che, tra mille inchini, stava informando il preside che i bagagli della signorina Mozev erano stati sistemati nella carrozza dei Lestrange.
- Allora, caro Zagoskin! Visto che mia nipote è pronta e i bagagli sono sistemati nella carrozza… noi ci avviamo. – disse annoiata sistemandosi il mantello. - Sai com'è apprensiva Cyssa, no? Se non ci vede arrivare entro il tempo stabilito è capacissima di venire a porgervi di persona i suoi reclami. - disse sorridendo cordiale poggiando una mano sulla spalla di Desia.
Zagoskin rise divertito immaginandosi la scena di una irata Narcissa fare irruzione nel suo studio. - Allora non vi trattengo!
Una volta che entrambe le donne furono sedute comodamente in carrozza, Zagoskin consegnò le carte con il curriculum scolastico e il nullaosta alla Mozev che li ripose frettolosamente in una cartellina di cuoio nero mentre Bellatrix e l’uomo si scambiavano un tacito sguardo, breve e pieno di significati poco rassicuranti. Poi Zagoskin, posando i suoi freddi occhi neri sulla sua ex-studentessa modello, tese la mano e le disse: - Sei stata il fiore all'occhiello di questa scuola. Spero che saprai distinguerti e rendere prestigio anche alla nuova scuola.
Scrivi qualche volta e buona fortuna.
In quel buona fortuna Desia percepì tutto l'affetto e la preoccupazione che il preside provava per la sua sorte incerta in Inghilterra.
- Addio, signore e... - Desia strinse la mano di Zagoskin con vigore. - Grazie di tutto.
La carrozza partì e Zagoskin la seguì con lo sguardo finché non scomparve alla sua vista al di là del fitto e rigoglioso bosco di abeti.
Sospirò e alzò lo sguardo al cielo pregando che quella giovane creatura riuscisse a spezzare le catene che il fato le aveva imposto e avere un futuro... un vero futuro.
Continua...
The choice of Draco Malfoy:
Draco, wound by the darkness (Dementor), curtains the hand to the light (the Phoenix alias The Order of the Phoenix /Harry Potter).
Despite the Dark Mark, Draco frees him from the dress of Death Eater (the cloth and the skull) and he looks at the hope.
nb: You notice the scar from Sectumsempra on the breast. ^ _ ^
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Nightmares:
Ron apologizes to Najin for the cruel words that he has turned to her.
Najin:
The half vampire curses her nature because she cannot save who loves.
Draco and Hermione:
After having been freed from the Jail of the Death Eaters, Draco, in the delirium of the fever, torments him for the death of Dumbledore and his mother and he is consoled by Hermione:
- Not to touch me! My hands are dirty of blood... I am dirty!
- You are not dirty, Draco...
Dhesia:
Sat on the staircase that brings to the door of her cell, the absorbed feet in the water, Dhesia is questioned on her destiny and that of her brother.
Dramione
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Titolo: HARRY POTTER e il mistero del Biancospino
Genere: Avventura, Drammatico, Mistero;
Personaggi: Sirius Black, i Malfoy, i Black, Voldemort, oc, Viktor Krum, Mangiamorte, Ordine della Fenice, Trio, Blase Zabini, Tutti;
Pairing: Bill/Fleur, Draco/Hermione/Ron, Harry/Ginny/OC, Remus/Tonks;
Era: Post-HBP, Harry a Hogwarts (1991-1998) e post.
Avvertimenti: AU (Alternate Universe), Nomi Originali;
Sintesi: La ruota del destino si è messa in moto e Draco Malfoy è stato colui che l’attivata. Dumbledore è morto ed Harry dovrà portare al più presto al termine ciò che ha lasciato in compiuto per sconfiggere il Dark Lord. Ma Voldemort e i suoi servi non sono l’unico ostacolo che Harry troverà sul suo cammino. Misteriose organizzazioni segrete entrano in scena minando ulteriormente il delicato equilibrio delle forze e persone che si credevano nemiche si riveleranno preziosi alleati. Riuscirà Harry Potter a fermare i folli piani del crudele e spietato Dark Lord, e chi è il misterioso Biancospino di cui parla la leggenda?
Storia: A Capitoli.
Conclusa: No
Coautore: (fino al capitolo 11) Seraphia

Prologo
Inizio o Fine?
Il Dark Mark scintillava minaccioso nella notte oscura sovrastando la Torre di Astronomia sferzata dal freddo vento mentre le urla e i rumori della battaglia spezzavano il silenzio spettrale in cui, fino a qualche istante prima, era avvolta Hogwarts.
- Expelliarmus! - un grido nella notte.
Sorreggendosi ai bastioni della Torre Dumbledore non mostrava né panico né tensione mentre con i suoi occhi azzurri osservava il suo aggressore.
- Buonasera, Draco. - disse con tono sereno l'anziano uomo.
Malfoy si fece avanti, pallido e agitato mentre i suoi occhi sbarrati e vitrei si spostavano freneticamente scrutando l'oscurità con un febbrile bisogno di accertarsi che fossero davvero soli.
- Cosa vuoi fare ora che mi hai disarmato ragazzo? - chiese l'anziano preside.
La sua voce calma e leggermente affaticata lo spinse ad incrociare nuovamente il suo sguardo e si irrigidì.
- Io... - balbettò Draco, tradendo il suo nervosismo.
- Io ho un compito da svolgere e...
- Beh! Allora devi sbrigarti, mio caro ragazzo. – gli rispose Dumbledore con dolcezza.
Draco, istintivamente, sorrise di fronte alla straordinaria capacità del vecchio di scherzare anche in un momento come quello.
- Draco, Draco… Tu non sei un assassino.
- Come fa a saperlo? - chiese il ragazzo, arrossendo per le sue infantili parole.
- Lei non ha idea di quello che sono capace di fare! - aggiunse risentito mentre cercava di recuperare, inutilmente, la sua freddezza.
- Oh! Lo so benissimo, invece! Mi hai chiaramente dimostrato cosa sai fare. – rispose serio sondando lo Slytherin con espressione indecifrabile.
- È tutto l'anno che, con crescente disperazione, tenti di uccidermi senza trovare la forza per farlo veramente.
Un sospiro di dolore sfuggì dalle labbra dell’anziano uomo.
- Perdonami Draco, ma sono stati deboli tentativi i tuoi... Così deboli, in verità, che mi chiedo se tu, in realtà, non abbia sperato di essere scoperto!
- Si sbaglia! - urlò il ragazzo. – Io la ucciderò! E' tutto l'anno che ci lavoro e stanotte...
Un grido soffocato risuonò acuto nella notte; Malfoy trasalì e si guardò alle spalle tremando mentre cercava di capire cosa stava accadendo nella scuola.
- Allora… Forse ti conviene continuare la tua missione, prima che arrivino e ti rubino la gloria, Draco. – suggerì Dumbledore tornando a sorridere. - Dopotutto sono anche disarmato...
Draco rimase immobile e silenzioso guardando con occhi sgranati il preside che gli sorrideva mestamente.
- Capisco! Ma è perfettamente normale avere paura… Uccidere a sangue freddo non è cosa semplice e… - Io non ho paura! - ringhiò il ragazzo ma non si mosse.
– Dovrebbe averne lei e pensare a un modo per salvarsi invece di fare prediche e supposizioni su cosa o non cosa farò.
Si udì un'esplosione, urla sempre più vicine e Draco, sempre più pallido, si morse a sangue le labbra tradendo tutta la sua ansia.
Dumbledore, sollevato dall’esitazione e dalle parole del ragazzo lo guardò con dolcezza, vedendolo così agitato. Capiva il dilemma che lo assillava, conosceva il motivo del suo terrore e il disprezzo verso se stesso per non essere in grado di fare quello che doveva essere fatto per proteggere chi amava.
Il cuore del Biancospino era incorrotto e c’era ancora una speranza per cambiare il suo destino, ma doveva guadagnare tempo.
- Hai ragione... Quindi consideriamo le tue alternative.
- Le mie alternative? - gridò isterico il ragazzo fissando, con occhi folli, l'anziano uomo.
- Io sono qui per ucciderla! Sto per ucciderla! - disse puntando la bacchetta verso il preside.
- No! Non lo farai, lo so che non vuoi farlo. - disse l'anziano uomo.
Draco sbarrò ancora di più gli occhi, la bocca aperta in una muta esclamazione di stupore.
- Non ho alternative! – esclamò il giovane studente dopo un lungo istante di silenzio, disperato e pallido come un morto.
- Devo farlo! Lui mi ucciderà! Ucciderà tutta la mia famiglia!
Gli occhi grigi del giovane Slytherin si velarono di lacrime mentre mordeva convulsamente il labbro inferiore fino a farlo sanguinare.
- Sapevo anche questo… Perché credi non ti abbia fermato finora? - chiese il preside, sorridendo paterno, al biondo ragazzo che lo guardava come se gli avesse rivelato che Salazar fosse un Mudblood.(1)
- Non volevo che Voldemort sapesse che conoscevo i tuoi piani. Sono felice che, nonostante tutto, tu non abbia fatto del male a nessuno… Questo, unito al suo ricatto, sono attenuanti che non verranno ignorate. Nessuno ti accuserà di nulla, sei ancora in tempo per fare la scelta giusta… - disse con tono rassicurante tendendo la mano verso il suo studente. - Ed io posso aiutarti, Draco.
- Non può! - urlo Malfoy, la sua bacchetta tremava incontrollatamente tra le dita pallide per l'assenza di circolazione dato il modo in cui il giovane le serrava attorno ad essa.
- Passa dalla parte giusta, Draco... l'Ordine proteggerà te e la tua famiglia. Passa dalla parte giusta, tu non sei un assassino.
- Io…
- Basta con le menzogne, Draco! Il verde e l'argento non sono i tuoi veri colori, e tu lo sai! Draco fissò sconvolto il preside mentre le lacrime gli pizzicavano gli occhi. Serrò convulsamente la mascella per impedirsi di lasciarsi andare a qualsiasi forma di debolezza mentre le pallide e scarne guance, assumevano un colore rosato per la vergogna che quel misterioso uomo conoscesse anche quel suo piccolo segreto.
Come fa a saperlo?
Pensò, sorridendo amaro, mentre chiudeva gli occhi nell'orgoglioso tentativo di non cedere alle emozioni provocategli dall’idea di come sarebbe stata la sua vita se avesse avuto il coraggio di non negare la sua natura.
- Saresti stato uno splendido Gryffindor, Draco. – continuò Dumbledore con dolcezza.
- Ma non ne ho avuto il coraggio... - sussurrò Malfoy sconfitto, per poi cadere in un silenzio più loquace di mille parole.
Restò così a lungo, lasciando che la bufera di emozioni, che aleggiavano nel suo cuore, cessasse. - Ma questa volta non farò lo stesso errore...
Lentamente abbassò la bacchetta e tornò a guardare negli occhi il preside.
- Mi aiuti!
Un sussurro quasi impercettibile uscì dalle sue labbra mentre si avvicinava al preside per aiutarlo a rimettersi in piedi ma, poco prima di raggiungerlo, si sentì afferrare e fare da parte in malo modo dai Death Eaters che li avevano raggiunti sulla Torre.
Draco fu assalito dal panico, i Death Eaters avevano bloccato la loro unica via di fuga e, avanzando minacciosi, ridevano crudelmente alla vista del vecchio preside disarmato e in difficoltà.
Quasi contemporaneamente anche Severus sopraggiunse sulla terrazza e osservò, severo e inquietantemente immobile, la scena.
Dumbledore spostò i suoi occhi azzurri sul professore di Difesa contro le Arti Oscure e una luce di intesa sofferta illuminò il suo sguardo.
- Severus... - mormorò come un lamento, un suono che atterrì il giovane Malfoy che istintivamente si frappose tra l'inerme preside e gli agguerriti Death Eaters.
Ma prima che potesse fare nulla di concreto, Draco si ritrovò a terra, schiacciato dal peso di Fenrir che, leccandogli il collo e facendogli avvertire le zanne premere sulla sua carne, lo teneva inchiodato al suolo.
Draco si divincolò con tutte le sue forze scatenando l’ilarità del licantropo che gli sussurrò divertito: - Buono cucciolo… più tardi giocheremo anche con te!
- Severus...
L'ex-Death Eater, all’ennesima supplica di Dumbledore, si fece avanti. I Death Eaters presenti si ritrassero senza una parola mentre Snape osservava con disgusto e odio l'anziano uomo.
- Severus... ti prego...
Snape levò la bacchetta e la puntò contro Dumbledore.
- AVADA KEDAVRA!
Uno zampillo di luce verde schizzò dalla bacchetta del professore e colpì il preside in pieno petto. Nella notte si udì solo l’acuto e straziante grido di orrore di Draco che impotente, mentre il teschio dalla lingua di serpente ghignava nell'alto del cielo, assistette alla morte della sua unica speranza di salvezza.
***
Nel frattempo, nel bel mezzo della battaglia, un’altro grido d'orrore si levò straziante.
Un giovane si accasciò a terra, il volto contorto in una smorfia di dolore, gli occhi viola puntati nel vuoto.; come Draco Malfoy anch'egli era stato un'inerme testimone del dramma che si era appena consumato sulla bianca Torre di Astronomia.
- Draco.... Dumbledore! - la voce addolorata si mozzò per il dolore. nella trance della visione era completamente indifeso e non si accorse del Troll che stava per calare la sua clava su di lui.
- Blaise! Stupeficium!
Un raggio rosso colpì in pieno la creatura che si accasciò a terra priva di sensi.
- Blaise! - gridò Hermione chinandosi su di lui.
il ragazzo si portò le mani al volto color dell'ebano cercando di recuperare il controllo del suo corpo.
- Dumbledore è morto! - un sussurro flebile e disperato.
Hermione trasalì. - N... No! E...
- Harry sta bene, il Mantello dell'Invisibilità lo ha protetto dall'aggressione ma Draco...
- Malfoy? che centra Malfoy! - gridò la Gryffindor sconvolta e in lacrime.
- Ha fallito... Lui lo ucciderà!
Barcollando lo Slytherin si alzò e si diresse verso la grande finestra dalla quale filtrava la spettrale luce della luna che creava ombre indistinte nel corridoio e giochi di luce irreale sul pallido volto di Hermione pietrificata dallo shock e dal dolore.
- Draco doveva uccidere Dumbledore.
- T... Tu lo sapevi e non hai detto niente all'Ordine? - sibilò carica di risentimento afferrando il ragazzo per un braccio.
- No! l'Ordine lo sapeva ma non potevano intervenire, il Dark Lord avrebbe sterminato la sua famiglia e coloro che ama!
Te in primis! pensò spostando il suo sguardo sofferente sulla ragazza.
- Mi hanno chiesto di non informarti di questa parte della storia perché sapevano che avresti fatto qualsiasi cosa per fermarlo, mettendo in pericolo la sua vita più di quanto già non lo fosse! - continuò severo.
- Dumbledore sapeva che il Dark Lord voleva la sua testa e che la maledizione dell'anello lo stava corrodendo lentamente, senza lasciargli scampo! Si è lasciato uccidere per salvare Draco! Lui è il Biancospino, l'arma che permetterà a Potter di dissipare le tenebre e...
Una fitta atroce al braccio lo fece accasciare a terra.
Hermione osservò inorridita il marchio rilucere e muoversi sulla pelle scura dello Slytherin e non poté fare a meno di pensare che quel viscido serpente era felice.
E come poteva essere altrimenti?
Questa notte uno dei più mortali tra i suoi nemici era caduto. Ma la ragazza sapeva che Voldemort era anche adirato per il fallimento del suo nuovo servo che aveva osato non portare a termine la missione affidatagli.
il Biancospino non era stato corrotto, la sua innocenza era rimasta tale e ciò era inammissibile per i suoi piani! Ora tutto era chiaro... il comportamento di Malferett, le parole che le aveva sussurrato qualche ora prima che si scatenasse quell'inferno.
Si chinò su Blaise che, scosso dal dolore, si era seduto a terra, gli occhi chiusi, la mascella serrata nel tentativo di non lasciarsi sfuggire i gemiti di dolore.
- Devo andare... - sussurrò con voce rotta lo Slytherin. - Lui sta convocando i suoi servi, se non mi presento la mia copertura salterà!
Hermione annuì aiutandolo ad alzarsi.
- Stai attento!
Blaise sorrise.
- Io sono sempre prudente! - e detto questo si Smaterializzò. (2)
Hermione si morse il labbro inferiore e fissò a lungo il punto in cui Zabini era scomparso.
La sua mente stava finalmente mettendo assieme tutti i tasselli mancanti del complicato puzzle di alleanze, intrighi e doppiogioco in cui lei era invischiata all'insaputa dei suoi amici.
Aveva promesso all'Ordine di non informare della situazione Ron ed Harry ma ora con che faccia poteva presentarsi davanti a loro e digli che per il loro bene era stata costretta a mentirgli?
Un senso di angoscia le strinse il cuore con la sua ferrea morsa e il pensiero di quell'arrogante moccioso viziato nelle mani di quel folle la fece cadere nello sconforto più completo.
Provava pena per Malfoy, solo ora si rendeva conto di quanto fosse difficile la sua posizione e il suo ruolo... di quanto fosse terribile essere un Malfoy! Chiuse gli occhi e inspirò profondamente, cullata dal canto straziato di Fanny che riecheggiava per tutta la scuola.
Restò così per un po', lottando con quello strano senso di ansia e malessere che la stava tormentando, normalizzando il respiro accelerato che faceva alzare e abbassare convulsamente il petto.
Quando il dolore passò, poggiò elegantemente la mano sullo stipite della finestra gotica fissando il macabro teschio rilucere nel cielo nero come il petrolio.
Un lampo omicida brillò nei suoi occhi mentre prometteva a se stessa che Voldemort avrebbe pagato anche per questo efferato crimine.
Come a sottolineare i suoi propositi di vendetta il cielo rombò e una tempesta improvvisa si riversò con forza su Hogwarts.
Continua...
§§§ Note §§§
(1) Mezzosangue
(2) Essendo morto Dumbledore, gli incantesimi a difesa di Hogwarts, da lui creati, si sono annullati nel momento stesso in cui è deceduto.
le illustrazioni che trovate qui: [Galleria]
§§§
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Draco Malfoy and Harry Potter

Pride:
A light in the darkness

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fonti: Oclumencia
Draco Malfoy / Tom Felton and Harry Potter / Daniel Alan Radcliffe
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